Cristiano Poli (critico d'arte) torna indietro
Nel mondo dell'arte ci sono artisti, attuali e del passato, che riescono, attraverso le loro opere a trasportare fino all'umana visione delle cose, attimi di perfezione di vita terrestre e vita superiore che si ricollegano e si intrecciano tra loro. Sono gli artisti che hanno fermato il tempo nella loro arte, in un attimo perfetto di gioia e bellezza che niente potrà mai corrompere.
Le opere di Giovanni Giannini, i suoi disegni, i suoi dipinti ad olio, riescono a ricreare quei messaggi dei tanti maestri del passato che lo hanno preceduto che volevano ricordarci la nostra essenza divina. Perché divino è il sorriso di un bambino, il velo di tristezza negli occhi di un anziano, la forza ancora intatta nel volto di un uomo giunto ormai alla fine della sua vita ma ancora in sé una dignità ed una fierezza ineguagliabili.
Saper cogliere tutto questo non è per i più, e badate bene: non sto parlando solo di tecnica pittorica, quella si può acquisire nel tempo, ma questo tipo speciale di sensibilità è riservato a qualche artista privilegiato che è in contatto diretto con forze spirituali che gli permettono di afferrare quegli "attimi dell'animo" che altri uomini nemmeno si accorgono che esistono.
Giannini è una parte stessa dei suoi ritratti: sa cogliere momenti irripetibili che sfuggono a quelle persone che non sanno aspettare, soffrire e tirare fuori tramite il proprio filtro personale interiore, bellezze e armonie che sprofondano in noi da tempi atavici e che lui non ha mai perduto almeno dentro se stesso.
Giannini nelle fattezze dei vecchi e dei bambini che ritrae ritrova la sua naturale preghiera quotidiana, quella che continua ad unirlo ai mondi superiori e soprattutto coglie sempre la cosa che più ama al mondo: la vita, la sua bellezza, la spiritualità nascosta dentro di noi. Le sue mani, mentre creano opere d'arte saranno sempre in contatto col cuore delle cose, col cuore dell'amore infinito.


